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Visualizzazione dei post con l'etichetta Ipocrisia

Lateralismi: la fine della Pax Americana e l'emergere di nuovi equilibri

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Ovvero: di come sembra che gli statunitensi non abbiamo capito che il mondo è cambiato (o l'hanno capito e fanno finta di nulla) e della pericolosità delle loro azioni Con l'acronimo inglese MAD (Mutual Assured Destruction, mutua distruzione garantita) si definisce la teoria, sorta durante la guerra fredda, che il miglior modo per evitare un conflitto nucleare su scala planetaria era di far sì che i due blocchi egemoni, americano e sovietico, avessero un arsenale atomico tale da consentirgli, come gesto ultimo di rappresaglia, di distruggere il nemico in caso di attacco. Le regole del gioco erano dunque semplici: 1. si poteva competere, ma tramite proxy: guerra di Corea, Vietnam, Afghanistan 2. non si poteva assolutamente combattere direttamente perché poteva generarsi una escalation che chissà a quale livello si sarebbe fermato (e nessuno voleva rischiare) 3. non si poteva usare/creare tecnologie che potessero mettere a rischio il MAD (sì, lo scudo spaziale di Reagan era una r...

Ipocrisie Olimpiche

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Di come lavarsi la coscienza con poco sforzo ovvero dell'ipocrisia occidentale insita nelle relazioni con la Cina E' notizia di questi giorni il boicottaggio degli Stati Uniti d'America e del Canada delle Olimpiadi invernali di Pechino. Il boicottaggio vede la sua origine nella mancata adesione della Cina alle più basilari regole di democrazia, in particolare per quanto concerne il modo disumano con il quale viene trattata, deportata, incarcerata, indottrinata e costretta ai lavori forzati l'etnia uigura.  Quando ho letto questa notizia, sono rimasto incredulo.  Stupefatto.  La mia mente ha subito pensato: l'Occidente, nel suo massimo rappresentante, ha deciso di dare una dura lezione alla Cina. Il boicottaggio delle Olimpiadi mi riportava alla memoria Mosca 1980, nel pieno della guerra fredda, con gli atleti statunitensi che non parteciparono; Brezneviane contro Carter; nello sfondo, l'invasione dell'Afghanistan da parte dell'URSS, con tutto ciò che ne...

Armi di migrazioni di massa

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Di come l'ipocrisia europea stia distruggendo i suoi stessi valori fondanti ovvero della fine del sogno europeo  Il fenomeno della trasformazione in armi dei migranti (o almeno della loro percezione come tali) non è nuovo.  Quando nel 1971 Mosca consentì agli ebrei sovietici di emigrare verso Israele, rilasciò un elevato numero di attestati, falsi, in modo da contaminare il flusso migratorio con deliquenti comuni ed appartenenti a società criminali.  Fidel Castro utilizzò una tattica simile nel 1980, quando, durante l'esodo di massa di Mariel, fece convergere nel grande flusso migratorio di cubani, oltre 125 mila, che cercavano approdo negli Stati Uniti, persone sgradite al governo, criminali e persino pazienti psichiatrici.  A questa tattica di guerra sporca, l'Europa ha però recentemente aggiunto un nuovo tassello, frutto di quella ipocrisia che sembra divenire sempre di più l'elemento caratteristico dell'Unione Europea.  Stretta nella morsa di dare spalla ai...

E l'Occidente sta a guardare: il caso Peng Shuai

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Ovvero: dell'insostenibile peso dell'ipocrisia occidentale.  Ieri si è celebrata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne: si sono susseguiti sui media interventi, appelli, testimonianze con l'obbiettivo di sensibilizzare e fornire strumenti per ridurre questo terribile ed immondo problema.  Eppure Eppure poco o niente si è detto del caso di Peng Shuai, la stella del tennis cinese che, dopo un'accusa di stupro pubblicata su Weibo, un servizio di rete sociale simile a Twitter, è stato di fatto evaporata dal regime di Pechino.  Cancellata la sua identità digitale; poche, pochissime le apparizioni, virtuali, che sembravano tutte sorvegliate o comunque rilasciate da una persona la cui libertà è inesistente.  E l'Occidente resta a guardare: poche condanne, sull'Internet, qualche trafiletto, articolo.  Ma quello che conta, nella vita, sono i fatti, non le parole.  Ed al caso Peng Shuai non è seguito nessun fatto, laddove ve ne sarebbero potuti es...

Vamos Alla Playa

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Ovvero: se adesso tutti dicono che è stata sbagliata la politica in Afghanistan, la mia domanda è: ma poteva essercene una, almeno una, di politica adeguata?   Leggendo i giornali stamattina, sia quelli odierni che quelli di ieri, è evidente come la principale narrativa in relazione all’Afghanistan da parte degli ammerigani sia: il problema non è stata l’occupazione in sé ma la modalità di gestione della stessa, che non ha consentito, nei tempi possibili, la creazione della coscienza di una nazione afghana di stampo occidentale.    Ora, io non ho idea di quanto tempo gli ammerigani 1  volessero restare, ma conoscendo anche sommariamente il modello antropologico culturale delle tribù che popolano l’Afghanistan, tale operazione di rivoluzione del loro modello culturale avrebbe richiesto probabilmente secoli. E questa è solo in parte un’iperbole; vi è la concreta possibilità che un gruppo umano basato sui clan non riesca, se non tramite processi forzati, a passare al co...

Volare, oh, oh; inquinare, oh, oh, oh

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  Ovvero siamo disposti a rinunciare al viaggio low cost per diminuire la CO2 prodotta e salvare questo nostro mondo malato?   Sto leggendo l’ultimo libro di Gates,  how to avoid a climate disaster , scritto prima che le sue vicende personali con la moglie Melinda esplodessero.    Sono ancora all’inizio del libro, pertanto non vi parlerò del volume, ma di una riflessione che già queste poche pagine mi hanno suscitato.    Allo stato attuale volare è una delle attività che produce più densità di inquinamento responsabile per l’effetto serra, causa primaria del  climate change.    Pertanto, sarebbe logico, data anche la presenza di tecnologie che possono, da un punto di vista meramente comunicativo, mitigare l’esperienza del viaggio, ridurre il più possibile i voli.    Invece siamo qui a salvare  AL ITA LIA  e, da quel poco che frequento i giovani, mi sembra di capire che il viaggiare costituisca per loro l’esperienza pi...