Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Etica

Le molteplici facce della questione dell'autodeterminazione di genere

Immagine
Sulla recente decisione della FINA,  sulla rilevanza del ruolo dello sport come elemento di evoluzione del pensiero occidentale, sui punti di contatto tra scelta individuale e società  (nella foto, Lia Thomas, primo atleta trans uomo->donna a vincere una competizione professionista)

La permeabilità della democrazia - Parte I

Immagine
Di come si è originato il concetto di "fine della storia", di come gli Stati Uniti ne fossero la più alta incarnazione e come il WTO avrebbe dovuto portare al mondo lunga vita e prosperità Vi è stato un periodo storico, non troppo distante da oggi, nel quale era chiaro a chiunque che le culture straniere, anche avversarie, e sopratutto se avversarie, avrebbero  fatto tutto quello che era in loro potere per incunearsi e soppiantare la cultura ed i valori, sia dei loro alleati che dei loro nemici

Lateralismi: la fine della Pax Americana e l'emergere di nuovi equilibri

Immagine
Ovvero: di come sembra che gli statunitensi non abbiamo capito che il mondo è cambiato (o l'hanno capito e fanno finta di nulla) e della pericolosità delle loro azioni Con l'acronimo inglese MAD (Mutual Assured Destruction, mutua distruzione garantita) si definisce la teoria, sorta durante la guerra fredda, che il miglior modo per evitare un conflitto nucleare su scala planetaria era di far sì che i due blocchi egemoni, americano e sovietico, avessero un arsenale atomico tale da consentirgli, come gesto ultimo di rappresaglia, di distruggere il nemico in caso di attacco. Le regole del gioco erano dunque semplici: 1. si poteva competere, ma tramite proxy: guerra di Corea, Vietnam, Afghanistan 2. non si poteva assolutamente combattere direttamente perché poteva generarsi una escalation che chissà a quale livello si sarebbe fermato (e nessuno voleva rischiare) 3. non si poteva usare/creare tecnologie che potessero mettere a rischio il MAD (sì, lo scudo spaziale di Reagan era una r...

Quello che non si può dire

Immagine
Ovvero: come l’ovvio sia diventato oggetto di censura   Sollecitato da una chiacchierata con il mio caro amico, ho riflettuto sul fatto che, chiunque abbia un minimo di pratica nella vita in un paese occidentale, anche se qui ci concentriamo sull’Italia, il discorso è abbastanza universale, avrà chiaro che vi sono temi dei quali non si può parlare, pena, il posto di lavoro, la carriera, il rifiuto sociale.   Non male per definirci la culla della civiltà e i difensori della libertà nel mondo.    Quello di cui non si può parlare non è poi così ampio come spazio narrativo, ma neppure così piccolo.    Oggi trattiamo il tema di ciò che non si può dire in ambito lavorativo.    In ambito lavorativo non si può dire che le cose vanno bene. O che vi sono delle priorità etiche che sono di ingombro a quelle economiche.    Se non credete a quello che dico, guardatevi attorno: ponti cadono giù e mi sembra che non ci siano condannati o persone in carce...

Ambiente mon amour, ma alla televisione ci tengo di più

Immagine
Ovvero: il bonus sulla rottamazione delle televisioni è l’ennesima dimostrazione di come l’impegno per la salvaguardia dell’ambiente è una, che parola potrei usare … pagliacciata?    Un bonus a tappeto, indipendente dai parametri economici e dall’ISEE, per acquistare un nuovo apparecchio televisivo rottamandone uno in proprio possesso è una dimostrazione di come le politiche ambientali siano viste solo come mezzi per incrementare la ricchezza economica (per fare  quattrini , insomma) e non elemento chiave di un vero e proprio programma di rinnovamento della nostra visione del mondo e del relativo sistema economico.   Un apparecchio televisivo contiene un elevata quantità di terre rar e, elementi complessi da smaltire, e incentivare lo smaltimento di un prodotto funzionante è, stante le catastrofi connesse al cambio climatico in corso, quantomeno criminale.    Inoltre che senso ha propagandare il minimalismo, come scelta del comprare meno e comprare meglio, ...